Il 16 febbraio 2015 l'Unità Operativa Complessa di Urologia dell'Ospedale Policlinico G.B. Rossi ha preso parte a 24 Hour Live Robotic Surgery, una sessione di chirurgia robotica trasmessa in diretta. L'evento compariva nel menu del sito del reparto in una voce dedicata, sotto la sezione Live Surgery, e la pagina ospitava il collegamento video all'interno di un riquadro incorporato.
Che cos'è una sessione di live surgery
Una trasmissione in diretta dalla sala operatoria mostra l'intervento mentre si svolge, con l'operatore che commenta le proprie scelte e risponde alle domande di chi segue da remoto. La differenza rispetto a un video montato è sostanziale: non si vede il caso riuscito selezionato a posteriori, si vede la procedura reale, comprese le esitazioni e le varianti anatomiche impreviste.
Il formato delle ventiquattro ore continuative nasce per attraversare i fusi orari e collegare centri di continenti diversi nella stessa sessione, passando da una sala operatoria all'altra. È una formula che la chirurgia robotica ha adottato presto, perché la consolle trasmette già un segnale video di qualità e l'intero campo operatorio è visibile a tutti esattamente come lo vede il primo operatore.
Le condizioni che rendono accettabile la diretta
Le società scientifiche hanno definito negli anni regole precise, perché la trasmissione introduce una pressione estranea agli interessi del paziente. I punti fermi sono tre: un consenso informato specifico, distinto da quello per l'intervento; la presenza in sala di un moderatore con autorità di interrompere il collegamento in qualsiasi momento; il divieto di modificare la tecnica abituale per esigenze dimostrative. L'intervento resta quello che il paziente avrebbe ricevuto comunque.
Perché la divisione ha ospitato un evento di questo tipo
La Divisione Clinicizzata di Urologia dell'Ospedale Policlinico G.B. Rossi è sede della Scuola di Specializzazione in Urologia dell'Università degli Studi di Verona e all'attività clinica affianca da sempre quella didattica, descritta nella pagina Congressi e Corsi. Nello stesso periodo il reparto era collegato al master universitario di II livello in prostatectomia radicale robot-assistita: la live surgery era la parte dimostrativa di un percorso formativo già strutturato.
Le procedure robotiche eseguite nel reparto e il loro significato per il paziente sono descritti nella pagina Chirurgia Robotica.
Perché una diretta cambia il modo di imparare
Un video montato mostra l'intervento che è riuscito, con i passaggi incerti tagliati. La diretta mostra il caso come si presenta: l'anatomia che non corrisponde alle immagini preoperatorie, il sanguinamento che va controllato prima di proseguire, la decisione di cambiare strategia a metà procedura. Per un chirurgo in formazione è proprio quella parte a valere, perché è quella che il manuale non contiene.
La sessione prolungata su più fusi orari aggiunge un secondo livello: la stessa procedura eseguita in centri diversi, con varianti tecniche diverse, nell'arco della stessa giornata. Il confronto fra scuole emerge senza bisogno di una tavola rotonda.
Il consenso del paziente non è una formalità
Il consenso per la trasmissione è distinto da quello per l'intervento e va raccolto in anticipo, spiegando chi vedrà le immagini, quali dati saranno visibili e che la registrazione potrà restare disponibile. Il paziente può rifiutare senza che questo incida in alcun modo sui tempi o sulla qualità del trattamento.
Le immagini della consolle robotica non mostrano il volto né i dati identificativi, ma il campo operatorio di una prostatectomia o di una nefrectomia è comunque materiale clinico della persona: la riservatezza va garantita sul segnale, non solo sul documento firmato.
Le regole che proteggono chi è sul tavolo
- un moderatore in sala con autorità di interrompere il collegamento in qualunque momento;
- divieto di modificare la tecnica abituale per esigenze dimostrative o di tempo;
- nessuna pressione sui tempi: la sessione si adatta all'intervento, non il contrario;
- operatore esperto di quella specifica procedura, non in curva di apprendimento;
- selezione del caso su criteri clinici, non sulla sua spettacolarità;
- dichiarazione degli eventuali rapporti con i produttori delle apparecchiature impiegate.
Sono condizioni che le società scientifiche urologiche hanno progressivamente codificato proprio perché la live surgery, senza regole, introduce in sala un interesse che non è quello del paziente.
Il contesto formativo del reparto nel 2015
Nello stesso periodo l'Università degli Studi di Verona aveva attivo un master universitario di II livello dedicato alla prostatectomia radicale robot-assistita, rivolto a specialisti già formati. La voce compariva nel menu del sito accanto a quella della live surgery: le due cose appartenevano allo stesso percorso, uno teorico-pratico e l'altro dimostrativo.
La Divisione Clinicizzata di Urologia è sede della Scuola di Specializzazione in Urologia dell'ateneo, e l'attività didattica dei medici dello staff è documentata nei loro curricula, raccolti nella pagina dello staff medico. L'elenco dei congressi e dei corsi organizzati dal reparto è nella pagina Congressi e Corsi.
Che cosa resta oggi di quell'evento
La pagina originale ospitava il collegamento in un riquadro incorporato che rimandava alla piattaforma di trasmissione. Quel collegamento non è più attivo e il filmato non risulta recuperabile: questa pagina conserva l'indirizzo e il riferimento all'evento, senza sostituirne il contenuto video con altro materiale.
L'evento si è svolto sotto la direzione del Prof. Walter Artibani. Le procedure robotiche eseguite nel reparto, i loro esiti e il percorso del paziente sono descritti nella pagina Chirurgia Robotica; la diagnosi che precede l'indicazione chirurgica nel carcinoma prostatico è trattata nella pagina Biopsie prostatiche.