Il servizio di Urodinamica misura come la vescica si riempie, trattiene e si svuota. Serve quando i sintomi non bastano a spiegare il disturbo: due pazienti che raccontano la stessa urgenza possono avere l'uno una vescica iperattiva e l'altro un'ostruzione allo svuotamento, e la terapia nei due casi è opposta. Il servizio si trova al settimo piano dell'Ospedale Policlinico, lotto B, ed è aperto dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 15.00 e il venerdì dalle 8.00 alle 13.30.
Quale esame, in quale giorno, con quale prenotazione
La differenza non è solo di calendario: cambia anche il canale di prenotazione, ed è il motivo per cui una telefonata al numero sbagliato fa perdere settimane.
- Uroflussometria — esame non invasivo: si urina in un apparecchio che registra la velocità e la forma del getto. Si esegue il lunedì e il venerdì e si prenota al CUP, con le stesse modalità di una visita urologica ambulatoriale.
- Indagini urodinamiche invasive e videourodinamica — cistomanometria e studio pressione-flusso, con registrazione radiologica nel caso della videourodinamica. Si eseguono dal martedì al giovedì e la prenotazione passa direttamente dal servizio, al numero 045 8124644.
L'equipe che effettua le indagini comprende un medico responsabile, uno specialista in formazione e un'infermiera dedicata.
Come si arriva preparati
- Vescica comodamente piena per l'uroflussometria: non svuotarla nell'ora precedente. Un esame eseguito con pochi millilitri in vescica non è interpretabile e va ripetuto.
- Diario minzionale compilato, se è stato richiesto: due o tre giorni di orari e volumi valgono più di qualunque descrizione fatta a memoria.
- Elenco dei farmaci in corso. Anticolinergici, alfa-bloccanti e diuretici modificano il risultato: un diuretico assunto nel pomeriggio sposta la produzione di urina nelle ore serali e falsa sia il diario sia l'esame. Vanno sospesi soltanto se il medico lo indica, mai per iniziativa personale.
- Urinocoltura recente per le indagini invasive: un'infezione urinaria in atto fa rinviare l'esame.
- Referti precedenti, ecografie e documentazione di eventuali interventi sulla pelvi o sulla prostata.
Che cosa si sente durante un'indagine invasiva
Si posizionano due cateteri sottili, uno in vescica e uno in retto, e la vescica viene riempita lentamente con soluzione fisiologica. Durante il riempimento viene chiesto di segnalare il primo desiderio di urinare e il momento in cui l'urgenza diventa difficile da controllare; poi di tossire, e infine di urinare con i cateteri in sede.
È un esame fastidioso ma non doloroso, e la parte che i pazienti raccontano come più difficile non è il dolore: è urinare su richiesta, davanti a qualcuno. Saperlo in anticipo rende l'esame più breve, perché il tempo che si perde è quasi sempre quello.
Nelle ore successive
Dopo un'indagine invasiva è normale un bruciore alla minzione per un giorno, talvolta con tracce di sangue nelle urine. Bere abbondantemente lo riduce. Vanno invece segnalati subito febbre con brivido, impossibilità a urinare o dolore che aumenta: in quel caso si contatta il servizio negli orari di apertura e, fuori orario, il Pronto Soccorso.
Quando l'urodinamica non è facoltativa
In alcuni percorsi l'esame non è un approfondimento ma un passaggio obbligato. Prima di una neuromodulazione sacrale serve a escludere un'ostruzione meccanica, che richiederebbe un trattamento diverso, e a documentare l'iperattività detrusoriale o il deficit contrattile: senza quella documentazione la fase di test rischia di essere offerta a chi non ne trarrà beneficio. Lo stesso vale nei quadri neurologici e prima di una chirurgia per l'incontinenza, valutata presso il Centro per la continenza urinaria.
Il personale del servizio
Responsabile
Infermieri
Sig.ra Franca Nizzetto
Tel.: 0458124644
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