Perdere urina non è una conseguenza inevitabile dell'età né un problema solo femminile. Il Centro per la continenza urinaria della Divisione Clinicizzata di Urologia riceve pazienti di sesso maschile e femminile con incontinenza urinaria e disfunzioni del pavimento pelvico, e lavora su un presupposto preciso: prima di qualunque terapia va stabilito di quale incontinenza si tratta, perché i trattamenti non sono intercambiabili.
Dove si trova e quando riceve
Il Centro è situato presso il reparto di Urologia del Policlinico. Le visite vengono effettuate dai medici dello staff, eventualmente coadiuvati da specialisti in formazione. Le prenotazioni vengono effettuate per i giorni di martedì e mercoledì dalle ore 15.00 alle ore 17,30 e avvengono attraverso il CUP, con gli stessi orari di prenotazione dell'ambulatorio divisionale.
Le tre forme che si confondono più spesso
L'incontinenza da sforzo compare con il colpo di tosse, lo starnuto, il sollevamento di un peso: il meccanismo di chiusura uretrale cede sotto l'aumento di pressione addominale. L'incontinenza da urgenza è preceduta da uno stimolo improvviso e irrefrenabile e dipende da contrazioni involontarie del detrusore. La forma mista somma le due. La distinzione conta perché la riabilitazione del pavimento pelvico e la chirurgia funzionano sulla prima, i farmaci anticolinergici e la neuromodulazione sacrale sulla seconda: scambiarle significa trattare per mesi la condizione sbagliata.
Nell'uomo si aggiunge una categoria a sé: l'incontinenza dopo prostatectomia radicale. Qui il recupero spontaneo nei primi dodici mesi è la regola e le decisioni chirurgiche si prendono solo dopo, quando il quadro si è stabilizzato.
Come si arriva alla diagnosi
Il percorso parte dal racconto del paziente e dal diario minzionale compilato a casa per due o tre giorni: ora e volume di ogni minzione, episodi di fuga, liquidi assunti. È lo strumento più economico e più informativo dell'intera valutazione. Seguono l'esame obiettivo con stress test, l'esame urine con urinocoltura per escludere un'infezione e l'ecografia con misura del residuo post-minzionale.
Quando il quadro resta ambiguo, o quando si sta valutando un intervento, si passa allo studio funzionale invasivo presso il servizio di Urodinamica: cistomanometria, studio pressione-flusso, videourodinamica. L'esame non serve a confermare ciò che è già evidente, serve a smentire le ipotesi sbagliate prima che diventino un intervento inutile.
Le terapie, in ordine di invasività
- Interventi comportamentali: riduzione di caffeina e alcol, ridistribuzione dei liquidi nella giornata, minzioni a orario, calo ponderale. Da soli migliorano una quota consistente delle forme lievi.
- Riabilitazione del pavimento pelvico: esercizi guidati, biofeedback, elettrostimolazione. Richiede continuità per almeno tre mesi: è la terapia che fallisce più spesso per abbandono, non per inefficacia.
- Terapia farmacologica: antimuscarinici e beta-3 agonisti per la vescica iperattiva, con attenzione agli effetti sulla bocca secca, sulla stipsi e, negli anziani, sulla sfera cognitiva.
- Tossina botulinica intradetrusoriale nelle forme refrattarie, con l'avvertenza che può rendere necessario il cateterismo intermittente per qualche settimana.
- Chirurgia: sling medio-uretrali e colposospensioni nella donna, sling e sfintere artificiale nell'uomo, correzione dei prolassi quando coesistono.
Cosa aspettarsi, realisticamente
La continenza completa non è sempre l'obiettivo raggiungibile, e dichiararlo all'inizio evita delusioni. Per molti pazienti il risultato utile è la riduzione del numero di presidi assorbenti e il ritorno a una vita sociale normale. Il parametro che misura questo risultato non è un esame, è il diario: lo stesso strumento che ha aperto il percorso lo chiude.
Chi convive da anni con il problema tende a rimandare la visita per imbarazzo. È la ragione principale per cui le forme lievi, quelle che rispondono meglio alle terapie conservative, arrivano in ambulatorio quando ormai sono diventate severe.
Il Centro è affidato al Dott. Pierpaolo Curti, dirigente medico con incarico di alta specializzazione in uro-ginecologia; lo studio funzionale su cui si appoggia la diagnosi viene eseguito nel laboratorio di Urodinamica diretto dal Dott. Antonio D'Amico, e l'ambito dell'urologia funzionale e femminile è seguito anche dalla Dott.ssa Maria Angela Cerruto.
Domande frequenti
Il Centro visita anche gli uomini?
Sì. Vengono visitati pazienti di sesso maschile e femminile con problemi di incontinenza urinaria e disfunzioni del pavimento pelvico.
Cosa serve portare alla prima visita?
L'impegnativa, un diario minzionale di due o tre giorni, l'esame urine con urinocoltura recente e i referti di eventuali esami urologici o ginecologici precedenti.
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