La litotrissia extracorporea a onde d'urto, abbreviata in ESWL, frantuma i calcoli urinari dall'esterno: un generatore produce onde di pressione che attraversano i tessuti senza danneggiarli e rilasciano la loro energia sulla superficie del calcolo, finché questo si riduce in frammenti abbastanza piccoli da essere espulsi con le urine. Nessuna incisione, nessuno strumento introdotto nelle vie urinarie.
Per quali calcoli funziona davvero
L'indicazione non dipende solo dalla sede, ma dalla combinazione di tre fattori: dimensione, durezza e anatomia a valle. I calcoli renali fino a circa 20 mm e quelli dell'uretere prossimale rispondono bene. Oltre quella soglia il numero di sedute necessarie cresce e la percentuale di pazienti liberi da calcoli scende: in quei casi la litotrissia percutanea ottiene di più in un tempo solo.
La durezza si stima con la densità misurata alla TC senza mezzo di contrasto, espressa in unità Hounsfield. Valori elevati identificano i calcoli di ossalato di calcio monoidrato, di brushite e di cistina, che resistono alle onde d'urto. È un dato che conviene conoscere prima di programmare la seduta, perché cambia la scelta del trattamento più di quanto non faccia il diametro.
Infine conta la via di uscita: un calcolo frantumato deve poter scendere. Una stenosi dell'uretere, un calice inferiore con collo lungo e stretto, un'anomalia anatomica trattengono i frammenti e trasformano un buon risultato radiologico in un risultato clinico nullo.
Quando l'ESWL non si fa
- gravidanza;
- disturbi della coagulazione non corretti o terapia anticoagulante in corso;
- infezione urinaria in atto non trattata;
- ostruzione a valle del calcolo non risolta;
- aneurisma dell'aorta o dell'arteria renale in prossimità del campo di trattamento;
- obesità severa, quando la distanza tra cute e calcolo supera la profondità focale dell'apparecchio.
Come si svolge la seduta
Il paziente si posiziona sul lettino del litotritore; il calcolo viene centrato sul fuoco con guida ecografica o radiologica. La seduta dura in media da trenta a sessanta minuti ed eroga alcune migliaia di colpi, con potenza aumentata gradualmente. Si lavora in analgosedazione: le prime onde sono quelle percepite come più fastidiose, poi la tolleranza migliora.
Dopo il trattamento si beve abbondantemente e si filtrano le urine per raccogliere i frammenti: l'analisi della composizione del calcolo è l'unico modo per impostare una prevenzione mirata delle recidive, ed è il passaggio che viene saltato più spesso.
Cosa succede nei giorni successivi
L'ematuria nelle prime ventiquattro-quarantotto ore è attesa. L'espulsione dei frammenti può dare coliche: un dolore che si ripresenta a ondate nei giorni seguenti non indica un fallimento, indica che il materiale sta scendendo. Vanno invece segnalati subito febbre con brivido, dolore che non si controlla con gli analgesici prescritti e assenza di urina.
Quando il calcolo è voluminoso può formarsi una colonna di frammenti nell'uretere. Per questo in alcuni casi si posiziona preventivamente uno stent ureterale, che non accelera l'espulsione ma protegge il rene; lo stent dà sintomi urinari fastidiosi e va rimosso nei tempi stabiliti.
Il confronto che conta
L'ESWL è la meno invasiva delle opzioni ed è l'unica eseguibile senza anestesia generale e senza ricovero. In cambio richiede più spesso sedute ripetute e lascia più frequentemente frammenti residui rispetto all'ureteroscopia e alla litotrissia percutanea. Per un calcolo piccolo in un paziente senza ostruzione è la scelta ragionevole; per un calcolo duro, voluminoso o in una via escretrice difficile, l'approccio endoscopico o percutaneo arriva prima al risultato. Le opzioni endourologiche sono descritte nella pagina Endoscopia urologica.
Le prestazioni urologiche del reparto e i relativi percorsi di prenotazione sono riepilogati nella pagina Attività.
Fra i campi dichiarati nel curriculum del Dott. Pierpaolo Curti rientrano la diagnosi e il trattamento della calcolosi urinaria; il trattamento endourologico delle alte vie escretrici è seguito dal Dott. Vincenzo De Marco.
Domande frequenti
L'ESWL è dolorosa?
La seduta si esegue in analgosedazione. Le prime onde d'urto sono percepite come il momento più fastidioso, poi la tolleranza migliora; nei giorni successivi l'espulsione dei frammenti può provocare coliche.
Quante sedute servono?
Dipende da dimensione e durezza del calcolo. I calcoli piccoli e poco densi si risolvono spesso in una seduta; quelli voluminosi o di composizione dura possono richiederne più di una o indirizzare verso altre tecniche.
Serve il ricovero?
No, l'ESWL si esegue in regime ambulatoriale o di day hospital. È invece necessario organizzare il rientro a casa, perché l'analgosedazione sconsiglia di guidare nelle ore successive.
Quanto si legge in questa pagina su ESWL descrive il modo di lavorare della Divisione Clinicizzata di Urologia del Policlinico G.B. Rossi. La pagina appartiene al sito della divisione, curato dal webmaster Dr. Giovanni Novella, dirigente medico della divisione. Ultimo controllo: 10 ottobre 2026. Fonti: linee guida della European Association of Urology, documenti del Ministero della Salute e organizzazione interna della divisione. Gerarchia delle fonti, controlli e modalità di segnalazione di un errore: Redazione e revisione medica. Una pagina non sostituisce la visita urologica: per ESWL l’indicazione la pone il medico che ha esaminato il paziente.